Workshop sul team building. Rebaudengo, Marchesi e Flisi in cattedra a Scienze Motorie

31/05/2016

Workshop sul team building. Rebaudengo, Marchesi e Flisi in cattedra a Scienze Motorie
La Calzedonia Verona è grande protagonista del workshop andato in scena nella facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Verona, organizzato assieme all’Esu di Verona.
L’Amministratore Delegato Piero Rebaudengo, il direttore sportivo Gian Andrea Marchesi e il tecnico Diego Flisi, hanno analizzato di fronte ad una ventina di studenti le dinamiche della squadra e della sua gestione.
Marchesi, in apertura, ha sottolineato la gestione del team durante una stagione complessa e ricca di appuntamenti ravvicinati come quella appena conclusa; successivamente, Rebaudengo, si è addentrato nella differenza di cultura e lingua di un gruppo e dell’importanza della comunicazione all’interno del gruppo stesso.
Diego Flisi, allenatore della Calzedonia Bussolengo e all’interno dello staff della prima squadra, poi, ha sottolineato: “E’ importante la definizione dei ruoli, non solo in campo ma anche a livello di spogliatoio. Anche lo staff ha dei ruoli ben definiti e vanno rispettati con il primo allenatore che deve essere in grado di definire obiettivi di gruppo e dei singoli che vanno condivisi”.
Flisi, poi, ha continuato: “Gli obiettivi sono fondamentali: con un traguardo davanti si può iniziare a camminare. Ci sono obiettivi comuni di squadra ma anche personali di crescita. Questa definizione arriva poi a definire il lavoro e a condividerlo con il team”.
Rebaudengo ha poi parlato della differenza sulla gestione dello staff. “C’è un modello americano – ha dichiarato l’amministratore delegato – con un capo allenatore e una specializzazione dei collaboratori per ogni fondamentale. Nel modello italiano, mutuato da Velasco, l’allenatore decide il lavoro dei vari settori. Non c’è una ricetta precisa, ci sono esperienze che determinano il proprio lavoro”.
Marchesi, in chiusura, ha parlato dell’esperienza di Casa BluVolley, l’alloggio dove sono presenti gli appartamenti di tutti i giocatori. “Abbiamo deciso da due stagioni di trovare una soluzione unica per le abitazioni dei giocatori. Questo è un aspetto che abbiamo monitorato con attenzione e abbiamo visto che le dinamiche di creazione del gruppo sono state diverse nelle due stagioni sportive ma, comunque, sempre positive”.
 
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