Under 19: Mattia Carcereri, un protagonista della promozione in Serie C cresciuto in gialloblù

16/04/2018

Under 19: Mattia Carcereri, un protagonista della promozione in Serie C cresciuto in gialloblù
VERONA - C’era anche lui in campo, nella partita di sabato sera contro Cornedo che ha riconsegnato la Serie C alla squadra d i coach Melotti e Novaria. L’emozione di centrare un risultato così importante, al termine di una stagione pazzesca, conta ancora di più per uno come Mattia Carcereri, che nella divisa gialloblù ci è praticamente cresciuto, e che le emozioni e le speranze della partita le ha vissute da palleggiatore titolare, dal primo momento. “Il mio percorso nel volley è cominciato nel West Verona Volley, poi a undici anni sono entrato nella BluVolley, in Under 14” racconta Carcereri. “All’inizio non è stato facile, gli allenamenti erano tosti e i compagni più forti, il primo anno ho giocato poco e imparato molto”. Esattamente il tipo di mentalità che ti permette di crescere in una società come quella gialloblù, e che ti porta, poi, a festeggiare traguardi sportivi e di gruppo. Già, perché quella della promozione in C, per Carcereri, non è la prima soddisfazione. Con la Under 14 è stato selezionato e scelto come capitano della rappresentativa provinciale che nel 2014 si aggiudicò il Trofeo delle Province. “Per me, la conferma che era la strada giusta, dopo aver provato tanti altri sport”. La trafila delle giovanili arriva fino alla Serie D. Una squadra che si è dimostrata speciale oltre ogni previsione. “È un gruppo ottimo, all’inizio abbiamo avuto qualche difficoltà perché non ci conoscevamo; poi partita dopo partita siamo decollati. Anche il Torneo Cornacchia ci ha aiutati molto. È stata un’esperienza costruttiva, abbiamo giocato contro ottime squadre, dove potevamo vincere abbiamo vinto, dando il meglio in tutte le partite e raggiungendo un risultato che credo nessuno si aspettasse”. L’esperienza di Carcereri si è arricchita anche di alcuni allenamenti con la Serie B, e due con la Serie A, in sostituzione di Paolucci: «Una bella emozione, ti fai un’idea di com’è veramente, di quali sono i ritmi. I giocatori sono stati tutti molto simpatici, mi hanno fatto sciogliere e sono stati disponibilissimi a spiegarmi e farmi entrare nei loro schemi».
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