Mercoledì storico per tutta Verona. La Calzedonia in campo per la prima finale di Challenge Cup

29/03/2016

Mercoledì storico per tutta Verona. La Calzedonia in campo per la prima finale di Challenge Cup
La città di Verona si prepara a vivere la sua prima finale europea di volley. Alla prima partecipazione continentale la Calzedonia Verona ha subito conquistato l’accesso all’atto finale ed i gialloblù contenderanno il trofeo alla formazione del Fakel Novy Urengoy, quarta forza del campionato russo.
Mercoledì l’appuntamento è alle ore 20.30 al PalaOlimpia nel primo atto della serie finale che successivamente verrà replicata con la gara di ritorno domenica alle 18.00 locali (15.00 italiane), match che assegnerà il trofeo. 
“Giochiamo la finale contro una bella squadra – ha esordito il tecnico della Calzedonia Verona, Andrea Giani - giovane e molto fisica con alcuni talenti importanti. Sarà bello perché ci sarà tutto il pathos di una finale contro una squadra russa di livello. Saranno partite di spessore, vogliamo entrarci dentro fin da subito e far pesare il fattore campo nella prima partita”. 
Sul cammino europeo della propria formazione, Giani prosegue: “E’ positivo il fatto che con pazienza abbiamo passato tutti i turni. E’ stata un’esperienza nuova per tutti. La pallavolo giocata in Europa è una pallavolo diversa rispetto a quella giocata in Italia quindi abbiamo la possibilità di confrontarci contro giocatori e sistemi di gioco nuovi rispetto a quelli del nostro campionato”.
Il Fakel Novy Urengoy è formazione di spessore, quarta nel proprio campionato, dietro le corazzate di Kazan, Mosca e Belgorod. Giani inquadra così la formazione russa: “E’ una squadra che ha due giocatori di posto quattro molto fisici e molto tecnici con un palleggiatore capace di spingere la palla in maniera molto precisa e veloce. Il loro centrale, Vlasov, ha una fisicità che in Italia è difficile da vedere. Il Fakel è una squadra che sa stare in campo anche con agonismo che in Russia sta facendo molto bene”.
Sul periodo della Calzedonia Verona, il tecnico sottolinea: “Nell’ultimo periodo sono state partite di non ritorno, come delle finali. Quando affronti quella partita che ti permette di andare avanti, devi dare tutto te stesso, andando anche al di là del giocare bene o giocare male. Queste sono partite di alto livello che non sempre riesci a fare in campo quello che vorresti fare contro avversari forti. Questo è proprio il primo aspetto, la disciplina interna che permetta di stare in partita anche quando il gioco si fa duro”. 
La finale di Challenge Cup rappresenta un altro punto importante nella crescita della formazione scaligera, iniziato da tre stagioni. “E’ un bellissimo percorso – ha concluso Giani - Tre anni fa, da quando abbiamo iniziato questo progetto, abbiamo iniziato a programmare e questo ha fatto la differenza. E’ stata implementata la struttura societaria e la parte sportiva, permettendoci di fare i giusti passi. Questa programmazione ci permette ora di giocare una finale europea che ripaga tutti degli sforzi fatti”.
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