MARRETTA IN TOUR / 4: "I consigli di Andrey"

08/08/2018

MARRETTA IN TOUR / 4: "I consigli di Andrey"
VERONA - "Dopo 5168 km, 6 nazioni attraversate, 83 ore seduto sulla moto, varie tempeste d’acqua, pericoli scampati, strade mozzafiato, paesaggi meravigliosi, aver visto persone meno fortunate col sorriso stampato in faccia, bimbi che giocano sul ciglio della strada, dormito 6 notti in campeggio e 9 in hotel, sono rientrato a Verona".
Il nostro schiacciatore, qualche settimana fa, ha intrapreso un viaggio visitando paesi differenti, ha conosciuto persone differenti per abitudini e latitudini apprezzandone le diversità.

In un periodo di forte tensione socio-politica come questo, è importante raccontare alcune tappe del suo percorso, seppure estivo e basato principalmente sul divertimento, che però ha alla base i valori sportivi dell'eguaglianza e della collaborazione.

Dal cibo alle abitudini, dalle lingue ai paesaggi, un racconto tra parole, video e immagini  che sottolineano come le diseguaglianze, spesso, sono solo accentuate da ignoranza e timori che svaniscono con una stretta di mano. 

MARRETTA IN TOUR / 4: "I consigli di Andrey"

Parlare con persone straniere, entrare nelle loro vite anche se per poco: una stretta di mano può essere un primo passo contro la xenofobia?

Appena passata la dogana romena mi sono fermato ad un rifornimento. Li ho conosciuto Andrey, un signore di Satu Mare sulla quarantina che parlava italiano meglio di me! Aveva lavorato per 20 anni in una fabbrica vicino Bergamo. Una mentalità apertissima. Mi ha raccontato che c’è gente cattiva ovunque, non solo in Romania e di stare attento soprattutto agli zingari (e mi ha pure spiegato tutte le categorie...).
Sentirlo parlare mi faceva troppo ridere, con l'intercalare romeno, ad ogni fine frase metteva una parolaccia che nemmeno il milanese imbruttito poteva contrastarlo!
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